Venerdì 25 Luglio 2008
Articoli

Ricordi di un vicolo cieco

di Banana Yoshimoto

di WellRead

Cinque racconti per cinque personaggi che, in seguito a eventi improvvisi e dolorosi, si interrogano sul significato della propria vita e sulla possibilità di essere felici. Nel primo racconto, due compagni di università, Setsuko e Iwakura, sono legati da un’intensa amicizia destinata a trasformarsi in un amore profondo. Il secondo racconto, parla di un tentativo di avvelenamento ai danni di Matsuoka, una ragazza che lavora in una casa editrice. Matsuoka rimette in discussione il legame con le persone che credeva di amare e decide di tornare per un po’ di tempo nel paese natale dove, grazie alla quiete e alle attenzioni della nonna, recupera la fiducia in se stessa e nei rapporti umani. Il terzo racconto è una tragica storia di amicizia tra bambini. Mitsuyo, una scrittrice affermata, ricorda il suo rapporto con Makoto, un amico d’infanzia con il quale trascorreva tutti i pomeriggi dopo la scuola. Il quarto racconto narra le vicende di una ragazza ingenua che nonostante le avversità riesce a vivere in armonia con se stessa, sempre accompagnata e protetta da uno sguardo soprannaturale. L’ultimo racconto, che dà il titolo al libro, ha come protagonista Mimi, una ragazza che scopre il tradimento del fidanzato. Decide allora di cambiare città per cercare di dimenticarlo e incontra Nishiyama, la felicità: un piatto di riso al curry buonissimo fatto mescolando per caso alcuni ingredienti avanzati, tragicamente impossibile da ripetere una seconda volta con lo stesso, identico sapore.

"La felicità è sempre dietro l’angolo: la felicità arriva all’improvviso, indipendentemente dalla situazione e dalle circostanze, tanto da sembrare spietata..." l’essenza di questo libro è racchiusa in questa frase. Amori che nascono e altri che finiscono, esistenze messe alla prova da eventi tragici, in parole povere, la vita. Traspare, da questo libro, una saggezza orientale, tipica della più celebre scrittrice giapponese, un invito a cercare di ridimensionare quel che di male ci capita, perchè è inevitabile, nel percorso naturale, incappare in situazioni spiacevoli. Storie semplici e personaggi caratteristici, descrizioni a volte un po’ troppo lunghe, ma una lettura gradevole, soprattutto se ci si trova in un momento di cambiamento della propria vita.

15 settembre 2006
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