Donne informate sui fatti
di Carlo Fruttero
di WellRead
Otto donne, e ciascuna ha visto o sentito uno spicchio dei "fatti" in questione, ciascuna porta al lettore ciò che sa, o crede di sapere, o non sa di sapere, o finge di non sapere. Otto voci, incalzanti, divaganti, intenerite, rabbiose, pietose, che si susseguono, si intrecciano, si smentiscono lungo quella freccia che il narratore ha scagliato a partire dal cadavere di una misteriosa ragazza, "Milena la bellissima, Milena la santa santissima" (dice qualcuno acidamente di lei). Misteriosa sul momento, perché dalla banca dati dell’Arma arriva in poche ore quanto serve all’inchiesta. Resta sospeso il perché: un truce delitto di malavita, forse. Una resa dei conti, una lezione. O forse un ingorgo più torbido, uno sbocco tortuosamente, crudelmente vendicativo a più alto e insospettabile livello.Non si può certo definire un capolavoro del libro giallo, ma questo racconto è molto gradevole, il lessico a volte scontato, è un po’ la nota dolente, ma tutto sommato un libro da leggere. L’idea dell’autore è quella di far raccontare la vicenda a delle persone che l’hanno vissuta in prima persona, se l’idea è carina, si crea un po’ di confusione, che se da una parte alimenta la voglia di sapere la verità, da una parte potrebbe stancare. La cosa più bella di questo romanzo è sicuramente la descrizione del mondo femminile, molto attenta e "costruttiva".
9 dicembre 2006
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