Stasera ho sentito della proposta di utilizzo dei cosiddetti conti correnti dormienti. Assumere a tempo indeterminato 350.000 precari della pubblica amministrazione. A prima vista l’idea è buona, però...
... facendo due conti c’è qualcosa che non torna.
Ma cominciamo dall’inizio.
A seconda delle stime, nei conti dormienti giacciono inutilizzati da 10 a 16 MILIARDI DI €! Una montagna di soldi, che attualmente ingrassano i conti delle banche in cui sono presenti. Giusto quindi rimetterli "in vita", possibilmente al servizio della collettività, ed il governo sta pensando di stabilizzare i conti di 350.000 famiglie, passando altrettanti precari a tempo indeterminato.
A parte l’evidente operazione simpatia (e ricerca di voti sicuri) che si vuole fare con questa azione, è innegabile che garantire il lavoro stabile a così tante persone è pregevole: MA CHI PAGA?
Non penserete che i 16 miliardi di € della migliore ipotesi durino molto! Divisi per 350.000 sono circa 45.700€ pro-capite, ossia dureranno due-tre anni al massimo! Dopodiché si carica di nuovo il debito pubblico di 350.000 stipendi!!!!!!!
Siamo alle solite: stato assistenzialista che non pensa al suo futuro, altro che ridurre strutturalmente il deficit ed il debito pubblico....
Controproposta: usiamo quei soldi per finanziare le varie opere pubbliche iniziate ma a corto di soldi (e sono tante).
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Problema: a parte i problemi che potrebbe causare alle banche, e se dopo aver speso quei soldi saltasse fuori un erede per quacuno di quei conti? Li rifonderebbe lo Stato?
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