Per la sanità non deve scattare il panico, ma al Policlinico di Milano, sono stati diagnosticati due casi di lebbra su un filippino di 47 anni e su un 29enne della Guinea Bissau.. I contagi sono avvenuti all’estero ed i primi sintomi si sono verificati già dal giugno 2006. Per gli esperti non ci sarebbero problemi di contagio, vista la naturale risposta immunologica degli individui. Parlare di lebbra è come tornare indietro di centinaia di anni, ma si sa che i movimenti migratori, fanno aumentare i rischi di infezioni del genere. L’isolamento è la prima barriera per abbattere l’infezione, ma anche chi avesse vissuto a stretto contatto con un lebbroso, ha poche possibilità di contrarre la malattia. Speriamo sia vero.
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non preoccuparsi? leggi:
gli individui più suscettibili alla lebbra sono i caucasici (noi quindi), seguiti da asiatici, indiani e africani.
L'esatto meccanismo di trasmissione del BH non è ancora del tutto chiaro. Il bacillo è stato trovato in molte varietà di insetti ma non è mai stata dimostrata la trasmissione vettoriale. Si è ipotizzata una trasmissione per contatto cutaneo e per iniezione con aghi contaminati. Il bacillo viene certamente trasmesso attraverso un contatto stretto e prolungato con pazienti bacilliferi non trattati, che eliminano bacilli dalle mucose delle vie respiratorie superiori. Già dopo la prima dose di rifampicina la carica infettante viene ridotta del 99,99%, sicché i pazienti trattati non sono contagiosi. Benché si possano trovare BH nel latte materno e nella placenta, la lebbra colpisce raramente i bimbi piccoli. La specie di armadillo Dasypus novemcinctus può essere infettata dal BH ed è stato ipotizzato che ne possa rappresentare un serbatoio naturale. In laboratorio si è ottenuta l'infezione con BH di criceti, topi e anche scimmie, con manifestazioni cliniche molto simili a quelle umane.
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