Italia.it doveva essere il Bel Paese navigabile dal Web, il sito di riferimento per il turismo italiano, si è rivelato, analogamente al 90 per cento delle opere realizzate con soldi pubblici, cemento e mattoni in Italia, il solito progetto compiuto a metà e lasciato all’abbandono.
Quarantacinque milioni (45.000.000!) di euro per un WebMostro che ha meno accessi del più sconosciuto blog ospitato sulla più sgangherata delle piattaforme gratuite e che presenta al suo interno decine di inesattezze tradotte in otto lingue. Ora, per Rutelli, o facciamo qualcosa per rianimarlo (spendendo altri milioni) o la baracca si può anche chiudere.
E pensare che il nostro Ministro per i Beni Culturali lo aveva presentato al mondo così bene.
19 ottobre 2007
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