Il governo Cinese punta il dito contro le prostitute straniere. Il Bocog, Comitato organizzatore dei giochi, ha fissato nei giorni scorsi i parametri per il visto di ingresso, negando l’accesso ad alcune tipologie di "visitatrici".
Secondo i calcoli dell’economista cinese Yang Fan, il business della prostituzione frutterebbe decine di miliardi di euro all’anno e contribuirebbe per il 6 per cento al prodotto interno lordo della Cina.
Un ottimo motivo per non creare concorenza alla manodopera locale.