SALUTE E BENESSERE
Articoli a carattere puramente informativo. The Instablog (www.instablog.org) non è responsabile dell'utilizzo da parte degli utenti dei contenuti riportati in questa pagina.I farmaci antidepressivi inibitori del reuptake della serotonina (SSRI) riducono il rischio di suicidio negli adulti, ma possono incrementarlo negli adolescenti e nei giovani al di sotto dei 25 anni affetti da depressione. É questa la conclusione di una revisione sistematica apparsa sulla rivista Canadian Medical Association Journal. L’analisi, capitanata da Corrado Barbui del Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica dell’Università di Verona, ha preso in esame 8 differenti studi, per un totale di 200.000 pazienti, riportanti casi di suicidio o di tentato suicidio in pazienti affetti da depressione di grado moderato o grave. Analizzando il legame tra i casi di suicidio e l’utilizzo di farmaci antidepressivi SSRI, i ricercatori hanno concluso che il rischio di suicidio e tentato suicidio negli adulti affetti da depressione diminuisce con l’utilizzo dei farmaci SSRI, e l’effetto appare particolarmente accentuato nella popolazione di adulti al di sopra dei 65 anni. Al contrario, nella popolazione di adolescenti e giovani al di sotto dei 25 anni, l’utilizzo di farmaci SSRI sembra incrementare il rischio di suicidio. “I dati provenienti da studi osservazionali dovrebbero rassicurare i medici che la prescrizione di farmaci SSRI nei pazienti adulti affetti da depressione è sicura”, afferma Corrado Barbui, “per quanto riguarda i giovani e gli adolescenti è opportuno invece effettuare un monitoraggio continuo del loro stato psicologico e dell’eventuale ricorrenza di pensieri suicidi”. Bibliografia. Barbui C et al. Selective serotonin reuptake inhibitors and risk of suicide: a systematic review of observational studies. CMAJ 2009; 180(3):291-7, doi:10.1503/cmaj.081514. di stefano massarelli