MILANO – Il parto, soprattutto se eseguito in emergenza, in Italia non è sempre sicuro, perché ci sono ''strutture di serie A e B''. La denuncia arriva dalla presentazione del primo Congresso nazionale della Federazione italiana di ostetricia e ginecologia (Fiog) che si apre domani a Roma. La nascita, spiegano gli esperti, può diventare un dramma quando c'è un'emergenza: 80 parti su 100 non hanno problemi, ma 10 possono essere ad altissimo rischio per mamma e bambino. Rischio legato essenzialmente al livello organizzativo della struttura ospedaliera e all'esperienza derivata dal numero di interventi annui praticato. Insomma, sotto la lente dei ginecologi ci sono quelle strutture che, praticando meno di mille parti l'anno, non garantiscono esperienza e adeguate strumentazioni. (Agr)